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Trading Places:
L'ABC dello scambio casa
Capitolo 1
A casa lontano da casa: il concetto di scambio casa

Capitolo 2
Conoscere il tuo partner per lo scambio

Capitolo 3
La preparazione

Capitolo 4
Essere li

Capitolo 5
Storie di successo!

Capitolo 6
Il sito ScambioCasa

Appendice
Alcuni esempi di messaggi per chi vuole scambiare
Testimonianze

"TRADING PLACES":
L'ABC DELLO SCAMBIO DI CASA

STORIE DI SUCCESSO

La flessibilità è tutto - Roy Prince

Chine Lanzmann è giornalista di Canal + , autrice di romanzi di successo ed è insegnante di comunicazione alla Ecole centrale. Laurent Edel, imprenditore ha rivenduto a 31 anni la sua prima azienda, Republic Alley. Lancia la sua nuova azienda, Good Futur e parte alla scoperta di nuove idee commerciali in Francia e in Europa. Insieme al loro piccolo, Edmond, sono partiti per un viaggio intorno al mondo. Hanno un appartamento a Parigi e sono riusciti a concludere uno scambio di casa per cinque tappe del loro giro del mondo. Hanno utilizzato HomeExchange durante la preparazione del viaggio e reso omaggio al nostro sito nel libro che hanno scritto su quest'esperienza.

Loro pensano che ci siano due siti nel mondo validi per lo scambio di casa. E HomeExchange è uno di questi. Scrivono: E’ il sito più facile per partire. Un caratteristica indispensabile nel sito di HomeExchange è la “ricerca al contrario” per sapere quali sono le persone del paese dove noi vogliamo andare che vogliono venire da noi. 50 Euro per un anno di iscrizione e l’anno successivo gratis se nessuno scambio di casa è stato fatto.

Il loro libro “Le monde est à nous” racconta le peripezie di una famiglia che realizza il suo sogno e ritorna trasformata. Un quaderno pratico che spiega come hanno preparato il loro viaggio e scambiato il loro appartamento.

Ecco qualche estratto del libro:

Questo giro del mondo noi l’abbiamo sognato per la prima volta nell’estate del 2002 durante una cena romantica in un ristorante vicino a Saint- Émilion. Perché non andare a vedere che succede d’interessante nel mondo? Noi avevamo tempo da investire e niente ci costringeva veramente a restare in Francia. Questa potrebbe essere l’occasione per tutti e due di trovare delle idee e di fondare una nuova società. Ma potremo viaggiare con un bimbo di appena un anno? Certo, sarà sufficiente organizzarci di conseguenza. Al lavoro! Laurent tira fuori il suo taccuino che porta sempre con lui. Ci diamo tre mesi per organizzare il viaggio. I nostri occhi brillano alla luce delle candele… Allo scopo di fare questo viaggio, noi decidiamo di scambiare il nostro appartamento quanto più spesso possibile. E’ un sistema meno caro dell’hotel, finiremo in posti più grandi di una stanza d’hotel e Edmond, il nostro bebè, troverà dei giochini in ciascun paese. Noi vogliamo restare in media un mese per città tranne negli USA dove non possiamo stare più di tre mesi, il massimo per un visto turistico. Un mese ti dà il tempo di sistemarci in ciascun posto, incontrare gente, scoprire i luoghi e preparare la tappa successiva. Per tre mesi Chine si dedica all’organizzazione dei nostri 5 scambi di casa. Tutto su Internet.

Abbiamo la fortuna di abitare in Francia e sembra che tutto il mondo voglia venire a passare le vacanze da noi. I nostri contatti sono tutti diversi. In Cina dei francesi emigrati volevano ritornare per un mese senza stare dalle loro famiglie. In Australia una single desiderava tuffarsi nella cultura europea. In Canada dei pensionati volevano portare i loro nipoti a Parigi per le vacanze. Negli USA una giovane famiglia francofona desiderava far visitare la nostra bella capitale ai loro figli. Entusiasti, durante un mese si sono ritrovati a parlare solo francese e a mangiare baguette e Nutella.

Per alcuni dei nostri amici eravamo pazzi. Della gente viene a dormire nelle vostre lenzuola? E allora? Per noi è come andare in hotel. E se rompono tutto, rubano le vostre cose? Noi avevamo fiducia. E poi noi saremmo stati a casa loro. Entrambe le parti hanno interesse a che tutto si svolga bene! Condividere le modalità di utilizzo della lavatrice, questo sì che crea dei legami! Mettemmo per iscritto un piccolo contratto per concordare le date, chi avrebbe pagato per cosa e come regolarsi in caso qualcosa si fosse rotto. Questo non esclude l’abbandono del progetto per cause di forza maggiore, ma almeno un po’ di nero su bianco rassicurava tutti. Fare il giro del mondo è sempre possibile. Questo dipende dal modo di vita di ciascuno. Oggi i biglietti per il giro del mondo sono abbordabili. Con lo scambio di casa si risparmia sull’hotel e sull’affitto della vettura. Risultato: a conti fatti alla fine del viaggio abbiamo speso quello che avremmo speso comunque restando a Parigi.

La parte più difficile è riuscire a partire. Poi tutto scivola via. Quando Laurent comincia a studiare i biglietti aerei, scopre presto che è più economico il biglietto “giro del mondo” che una successione di andata e ritorno o solo andata.

Finalmente il nostro programma è pronto e bloccato un mese prima della partenza:

Gennaio in Cina, a Pechino e Shangai

Febbraio in Giappone, a Tokio

Marzo in Australia, a Sidney

Aprile in California, a Berkeley e poi a Palo Alto

Luglio in Canada, a Vancouver

 

PECHINO, GENNAIO 2003: Il nostro primo scambio è un successo.

All’aeroporto siamo attesi da un amico dei nostri ospiti e dall’autista della stessa famiglia con la quale facciamo lo scambio. Seduta dietro, lotto per non dormire mentre Edmond ronfa tra le mie braccia. Laurent ci segue in un taxi dietro con tutti i bagagli. Cerco di sbirciare dall’auto i simboli dell’Impero, ma questa autostrada che conduce in città somiglia a tutte le altre del mondo. Ecco una casa con un tetto stile pagoda e una pubblicità in cinese. Sono in Cina per davvero e per la prima volta!

Appena in città ci blocchiamo nel traffico. Mi avevano avvertita, Pechino è immensa. Il nostro appartamento è vicino alla… quarta periferica. Ho paura di essere in periferia ma i nostri amici dicono che siamo nel centro. Impressionante l’ingresso del nostro palazzo, dalle dimensioni rapportate alla grandezza della Cina stessa. Il suolo in marmo è lustrato da una giovane e le guardie sono in divisa, pronte al sorriso e a dire “hello”. Non mi aspettavo tanto lusso in Cina. Il nostro appartamento di 200 metri quadrati è al ventesimo piano. Piscina, concierge, ristorante, tutti i servizi sono nel palazzo. Non rimpiango di non essere riuscita a scambiare la casa con una altra nel centro della città vecchia. Più tardi degli amici ci invitano a visitare casa loro nella parte vecchia di Pechino. Fredda, umida e piena di spifferi. La mattina pompano del gasolio nel cortile gelato. A casa nostra fa caldo! La coppia con la quale abbiamo scambiato il nostro appartamento vive in Cina da quando erano studenti. Si sono incontrati tre anni fa e la loro figlioletta ha sei mesi. Parlano correntemente cinese e si ritrovano alla testa di filiali d’imprese internazionali e hanno acquistato questo grande appartamento. In Francia non si sarebbero potuti offrire lo stesso stile di vita. “Ahi”, che vuol dire “grande sorella” in cinese, è la donna delle pulizie. La loro “ahi” viene tutti i pomeriggi. Guadagna 200 Euro al mese per questa mezza giornata. Otto volte di più di sue colleghe sfruttate dalla nuova borghesia cinese. Con il suo lavoro paga gli studi a suo figlio. La selezione è senza pietà: uno solo su duecento diplomati entrerà all’Università. Alla fine del nostro soggiorno voglio regalarle un extra. Lei rifiuta e devo insistere affinché lei finalmente accetti. Come per i taxi e i ristoranti la mancia non è un costume di qui. Non ancora almeno.

SIDNEY, MARZO 2003: Benvenuti in Australia

 

Per entrare in Australia serve un visto elettronico che si può acquistare su Internet. Come al solito abbiamo dimenticato di farlo per Edmond! I doganieri ce lo fanno gratuitamente in cinque minuti. All’aeroporto saliamo su un “maxitaxi” che dispone di una piattaforma automatica per le sedie a rotelle e i bagagli voluminosi.

Dopo la modernità del Giappone le nostre prime impressioni su Sidney sono interlocutorie: i palazzi sembrano cadenti, le auto buone per lo scasso e le mercanzie sembrano ferme sugli scaffali da trent’anni. Il nostro appartamento è due stanze e mezzo. Le finestre danno su una strada che passa nel cuore del quartiere gay, uno dei più visitati al mondo. La nostra ospite non ci aveva detto che bisogna dormire con le finestre chiuse e i tappi nelle orecchie a causa del rumore che sale dalla strada. Siamo arrivati a Sidney all’indomani della “Gay Parade” e le strade sono ancora piene di turisti venuti per la parata. La prossima volta so già che dovrò scambiare con una casa affacciata sull’oceano.

Su un mese, noi impieghiamo tre settimane prima che tutto fili nel verso giusto. Trovare degli amici simpatici, un’amica, la piscina di Laurent, il mio corso di acqua-gym, i giochi all’aperto per Edmond e degli angoli tranquilli per scrivere. Una volta avuto tutto ciò… ci resta ancora una settimana da goderci. Essere al centro di questa città immensa ha dei vantaggi: andiamo ai nostri appuntamenti a piedi, abbiamo un supermercato proprio di fronte a noi e i ristoranti tutto intorno. Passiamo una sera in un ecolodge e il week end seguente andiamo a Palm Beach, la spiaggia dei “cottage” del weekend, ad un’ora di auto. Il fascino di questa piccola baia, selvaggia quanto la Corsica, ci strega

Gli Australiani curano la propria salute. Molti sono vegetariani. I prodotti di soia, alternativi ai derivati del latte, invadono gli scaffali. Nel nostro supermercato tutti i prodotti sono disponibili in versione Bio. Così come era difficile mantenere la linea in Cina così è un piacere mangiare legumi, frutta e pesce qui in Australia. In particolare gli “sprouts” germogli di grano, un cibo vivo e pieno di vitamine. La “nouvelle cuisine” australiana è un mix di cucina mediterranea e asiatica. Ciascuna ondata di immigrazione ha apportato la sua influenza e la sua salsa. Un “world food asian food”! Delizioso!

 

BERKELEY, CALIFORNIA APRILE 2003: California … eccoci!

 

 

 

Siamo agli inizi di Aprile 2004 e la Guerra in Irak è programmata per la settimana seguente. Come saremo accolti, tenuto conto della posizione del presidente francese Chirac contro il presidente americano Bush? Nessun problema, l’agente dell’immigrazione americano ci accoglie con un caldo “Bienvenue”. In francese!

Su Internet ho visto le foto della casa di Berkeley e ha l’aria di essere favolosa. Una casa in collina, in piena natura e vicina all’Università. Il numero civico è scritto su una mattonella di ceramica. Dietro la palizzata, un giardino con un carillon e un buddha. Sotto la finestra la chiave che i nostri ospiti ci hanno lasciato. L’interno si apre sulla Baia di San Francisco. Il salone è carico di artigianato indonesiano, come in un negozio di turisti. Nel frigorifero una bottiglia di vino bianco, formaggio di capra, pane, olive e uva… La casa è confortevole con tre stanze e due bagni. Ai muri le foto di famiglia. Così vediamo per la prima volta i nostri ospiti. Joanna e Robert, circondati da figli e nipoti. Lei è un’attivista politica, lui informatico con la passione per la filosofia. Scaffali pieni di libri di filosofi francesi, Descartes, Sartre e Malraux, il trio vincente. Ci sono anche libri new age, sulla salute e le energie.

Il solo punto che traballa è la pulizia. La nostra stanza e il bagno non sono stati puliti. Fa niente! Ci sentiamo subito a casa. Abituarsi ad un nuovo posto prende tempo. Qualche volta sono i piccoli dettagli che innervosiscono per niente d’importante… Gli apparecchi elettrici americani sono molto diversi dai nostri. Abbiamo avuto bisogno che venisse la figlia di Joanna per mostrarci come far funzionare la lavatrice. Bisognava tirare il disco di regolazione dei programmi e non spingere come siamo abituati a fare a casa nostra. Altro choc culturale, il tritatutto nel lavandino della cucina che noi abbiamo tenuto chiuso dalla prima settimana. I lavandini americani hanno di norma, il tritatutto incorporato. Si adoperano per liberarsi degli avanzi di cibo, degli scarti di frutta e legumi. Un sacco di immondizia in meno. L’idraulico ci spiega come si usa: non tritare che piccole quantità alla volta, far scorrere l’acqua subito dopo per qualche minuto. “Ma è meglio non usarli, dopo tutto, danno sempre problemi prima o poi”. Consiglio di un esperto…

 

PALO ALTO, GIUGNO 2003: LA VITA “HIGH TECH"

La nostra nuova casa è stata costruita negli anni 30. Uno spazio di tre stanze intorno ad un giardino con al centro un glicine in fiore. Valore della casa, 1 milione e mezzo di euro. I proprietari sono esplosi durante il boom di Internet e non sono mai più ricaduti. I mobili sono un mix di stili con dei falsi Luigi-Filippo massicci come negli hotel. Nella biblioteca, “Come allevare un bambino prodigio, Come diventare un consulente milionario, Come arredare la casa. Edmond è al settimo cielo: i due bambini della casa gli hanno lasciato tutti i loro giochi!

La coppia con la quale noi abbiamo fatto lo scambio è in cerca di lavoro da due anni. Lei era nel marketing high tech e non trova niente dalla crisi del 2000. Allora suona il violoncello, la sua passione. Ci racconta di quando un vicino suonò alla porta e le chiese di dargli lezioni di musica e lei rifiutò. “Non è il mio mestiere” rispose, nonostante suo figlio di otto anni le facesse presente che quella persona le stava offrendo del denaro e un lavoro in un momento di bisogno. Il marito è responsabile di alto livello per la sicurezza informatica e anche lui è a sua volta in attesa di un posto di lavoro. Ci hanno pensato molto prima di venire a Parigi perché non erano sicuri di potersi permettere un mese di vacanze. Finalmente hanno deciso per il si, amano troppo la Francia. Ci hanno invitato una domenica al “brunch” quando noi eravamo ancora a Berkeley. Interessante incontrarsi nella vita vera dopo essersi scambiati tante emails. Ho avuto l’impressione di vedere i nostri doppioni nella Silicon Valley. Ecco che cosa avremmo potuto essere se fossimo venuti ad abitare qui una decina di anni fa. Dopo la visita della casa, il giro del quartiere: il parco, la pista per le biciclette, la scuola… Un servizio di pulizia viene a riordinare la casa tutte le settimane, una squadra di due o tre persone per un’ora. Per il giardino, arriva un’altra squadra.

Nella Ford Explorer che abbiamo scambiato con i nostri ospiti, guido tutti i giorni per chilometri sulla El Camino, la più antica strada della California che arriva fin giù in Messico. Quando ho confessato ad un amica di San Francisco che avrei volentieri vissuto qui tutta la mia vita, lei ha fatto una smorfia di disgusto. “Nella Valle? Ma non c’è cultura, non c’è arte, non ci sono musei!” Si, un museo c’è: quello dell’informatica…

 

LA GUIDA DI SCAMBIO DI CASA DI CHINE LANZMANN

Noi abbiamo preparato il nostro appartamento per ospitare cinque famiglie.

-Tutto pulito e in ordine. Togliamo le foto personali, laviamo le tende e prevediamo una profonda pulizia dopo la nostra partenza.

-Fare spazio negli armadi (stanze e bagni soprattutto)

-Sistemare tutto quello che è di valore in una stanza tenuta chiusa o in un mobile che si chiude a chiave.

-Un operaio viene a riparare tutte le piccole cose che non funzionano bene: serrature, porte… La casa non è mai stata così perfetta

-Pensare alla posta. Chi la recupera? Per noi lo farà Mira, la vecchia portinaia. Butterà le pubblicità e andrà all’ufficio a ritirare le raccomandate

-Come accogliere gli ospiti? Chi gli darà la chiave e chi la riprenderà? Ancora Mira, mille volte grazie Mira.

-Prepariamo sei sacchi. Uno per scambio. Ogni sacco contiene delle spugne nuove, dei sacchi per la spazzatura, della carta igienica e del sapone. Tutto quello che sarebbe stato nuovo se noi fossimo stati presenti al loro arrivo.

-Lasciare cibo e qualche regalo di benvenuto per i primi giorni: bottiglie di vino, marmellata. Mira comprerà all’ultimo momento del pane, del burro, del latte, del succo d’arancia, frutta…

-La donna delle pulizie verrà dopo ogni scambio per una pulizia radicale e per cambiare le lenzuola ai letti

-E infine domandare a qualcuno della famiglia o un amico di passare il secondo o terzo giorno di ogni arrivo per vedere se tutto va bene. La sorella di Laurent accetta questo impegno.

 

Approntare un “libro della casa”.

Il “libro della casa” consta di più di 20 pagine. Lo metto in un cassetto con una foto di noi tre per appagare la loro curiosità.

Lasciar scritto il funzionamento dettagliato di tutti gli elettrodomestici della casa, dalla televisione al telefono, il computer e Internet.

Lasciare in vista i vari manuali di utilizzo. Lasciare scritto l’indirizzo dei migliori ristoranti e commercianti della zona. Noi abbiamo ricoperto il nostro frigorifero di bigliettini dei negozi dove ci serviamo normalmente.

Fare una lista dei Pronto Soccorso e delle persone da contattare in caso di emergenza o problemi.

 

SCAMBI PIU’ O MENO FACILI SECONDO IL PAESE

-Questo sistema di viaggiare è nato e sviluppato nei paesi anglofoni. Scambiare con loro è molto facile e viene tutto naturale.

-In Australia le stagioni sono invertite. Vale la pena di partire in inverno.

-E’ facile trovare delle richieste dal Canada, le domande per venire in Francia sono numerose

-Anche con gli Stati Uniti è facile, anche per lunghi periodi. I professori di Università spesso decidono di passare sei mesi o un anno in Francia.

-In Cina, gli emigrati francesi sono contenti di rientrare in Francia e non essere costretti a dover stare insieme ai loro parenti: una vacanza nella vacanza!

-In Giappone, invece, è impossibile trovare degli scambi. Perché è proibito prestare il proprio appartamento in assenza del proprietario o degli inquilini.

 

VANTAGGI EVIDENTI

-Lo scambio vuol dire, prima di tutto, spazio. Ognuno ha la sua stanza, niente a che vedere con l’albergo.

-In una casa si trova tutto: giochi, biciclette, libri, internet, DVD

-Ci si immerge nella cultura degli ospiti

-E naturalmente è economico: nessuna spesa di affitto o di auto. Noi non abbiamo alcuna auto a Parigi, ma abbiamo potuto utilizzare quella dei nostri ospiti, quando ci è servito. E per l’assicurazione, nessun supplemento.

Karine abita in Bretagna vicino a Brest. Con suo marito e i suoi due figli sono già al quinto scambio. Più spesso con un scambio di casa classico, ma anche con degli scambi di ospitalità. Così Karine riassume la loro esperienza.

Quale scambio raccontarvi? Sono tutti così ricchi di incontri e relazioni umane…

Questa estate siamo stati in Spagna, abbiamo fatto uno scambio non simultaneo e accoglieremo i nostri ospiti l’anno prossimo. Siamo stati in una magnifica residenza a Marbella, giardini magnifici, la piscina e il sole, insomma l’Andalusia!!!

Questo anno è stato anche un anno in cui abbiamo ospitato e abbiamo lasciato la casa ai nostri ospiti durante un nostro periodo all’estero. Abbiamo incontrato due stupende coppie del Nord degli Stati Uniti e durante tutto un week end gli abbiamo fatto scoprire il nostro modo di vivere, la nostra regione e gli abbiamo svelato tutto quello che non avrebbero dovuto perdere della nostra area da un punto di vista culturale e gastronomico. Non immaginate la gioia quando hanno cenato con noi, scoprendo i vini di Bordeaux, la cucina francese e le nostre crepes bretoni, così come la costa e le spiagge, i paesaggi e le città medievali. Li abbiamo portati al mercato della domenica ed erano rapiti dai sapori della nostra regione, la frutta fresca, i legumi, i salumi, i fiori e il buon pane caldo del fornaio… quando si vive in una metropoli americana riscoprire la qualità dei dettagli è emozionante. Ed in più le si scoprono con gli occhi di un residente… E’ questo anche lo scambio di casa, la scoperta di altre culture e di altri modi di vivere. Dopo di ciò, li abbiamo lasciati nella nostra casa. La mia donna delle pulizie ha assicurato loro un comfort in più. Anche se in fondo anche scambiare un servizio come questo, vuol dire trovare tutto pulito quando noi ritorneremo. I nostri amici hanno visitato la regione ma non hanno avuto il tempo di scoprire tutto. Sono delle persone formidabili con le quali continuiamo a restare in contatto e che ci hanno fatto promettere di andare presto a trovarli a casa loro.

Scambiare casa qualche volta vuol dire anche fare amicizie internazionali. Noi abbiamo molti amici in Canada, negli Stati Uniti, in Italia. Delle persone speciali, che non avremmo mai conosciuti senza HomeExchange.

Certo alcuni scambi sono semplicemente scambi, si scambia una volta e già si sa che finirà tutto lì, non sempre si può andare d’accordo con tutti. Ma rispetto anche questo. Scambiare è un contratto morale, che qualche volta va più in là di un semplice contratto, è un’apertura verso gli altri che diventa una sincera amicizia. Noi siamo soci di HomeExchange da qualche anno ed è sempre bello cercare e scoprire il nostro prossimo luogo di villeggiatura. Veramente una bella avventura. Lunga vita allo scambio di casa con gente motivata, seria e rispettosa degli altri e dei beni altrui.

 

Karine, Bretagna.

 

 

 

"E’ appena poco meno di un mese che siamo entrati nella famiglia di HomeExchange e già ci siamo accordati con lo scambio dei nostril sogni, proprio quello che cercavamo! Una grande casa con 4 camere da letto a Whistler per due settimane durante il Natale come scambio per una crociera di una settimana con noi la prossima estate. Perfetto!!! Siamo anche in trattative con altra gente per altri potenziali scambi sci contro crociera. Un sacco di opzioni, un sacco di bella gente… and un sacco di potenziali opportunità. Continuate il buon lavoro, noi siamo molto felici di esserci uniti a HomeExchange. Diane Edwards and Ray Luxford: Leros Island,

 

 

 

 

Fabienne e Joël vivono in una casa vicino a Fréjus. Sono iscritti solo da un anno e ci raccontano la loro prima esperienza.

E’ vero che la base dello scambio è la fiducia. Credo che non si debba esitare nel chiedere quanti più dettagli sul funzionamento della casa così come sugli usi e costumi del suo circondario.

Noi abbiamo redatto una guida turistica nella lingua delle persone con cui facciamo lo scambio (luoghi da visitare, sport da fare, avvenimenti culturali che si verificano durante lo scambio, carte stradali con itinerari dei siti raccomandati, ecc.). Abbiamo fatto lo stesso anche nell’elencare tutti i dettagli della vita quotidiana (negozi, medici, aggiusti vari e utilizzo dei vari apparecchi elettrici: cucina, hi-fi, televisione, satellite, internet e nome ed indirizzo di un amico in caso di problemi).

Più il dialogo è amichevole tanto più lo scambio riesce bene.

Nuovi soci, abbiamo fatto la prima esperienza con una famiglia americana. Scambio molto positivo.

    "Siamo appena tornati da uno scambio di 8 settimane con una coppia della nuova Zelanda. Loro sono venuti per sciare e noi per andare a giocare a golf ed esplorare la Nuova Zelanda. Per entrambi era il viaggio sognato da una vita ed entrambi siamo tornati alle nostre rispettive case per scoprire che case e auto erano in perfette condizioni. Potete utilizzare questa testimonianza per convincere gli scettici dalle tremende potenzialità di HomeExchange. "
M & J Fruin: Kimberley, BC, Canada

 

  "Mio marito ed io siamo appena ritornati da uno scambio di tre settimane a Berlino. Abbiamo scambiato la nostra casa a San Antonio nel Texas per un superbo appartamento di 200 metri quadrati nel centro di Berlino. Lo scambio è andato liscio come l’olio ed entrambe le famiglie si sono divertite un sacco. Ci siamo tenuti in contatto via email con la famiglia nella nostra casa durante lo scambio. Questo è il nostro terzo scambio e siamo contentissimi di HoimeExchange. Non vediamo l’ora di altri grandi scambi!"
Carol and Carl Lahser: San Antonio, Texas,

 

  

Robert ha una villa nel Québec, sul bordo del fiume e vicino ad un parco nazionale. E’ socio di HomeExchange da un anno ed ha appena rinnovato per tre anni. Ecco perchè:

Danielle, la mia compagna, ed io siamo iscritti all’organizzazione da un anno. Abbiamo effettuato più di uno scambio nel 2005. Uno con Boston e un altro con Bruxelles. In tutti e due i casi l’esperienza è stato molto postiva. Abbiamo subito amato questa formula. Un cosa che ci stuzzicava da parecchio e nella quale alla fine ci siamo tuffati.

Per il 2006 abbiamo appena concluso uno scambio con un socio della Provenza e e quindi adesso siamo bloccati. Avevo visitato parecchi siti prima di abbonarmi a HomeExchange, ma ho scelto questo per le seguenti ragioni:

1. E’ un sito internazionale. Non è limitato alla nostra lingua o al nostro Paese. Adoriamo la Francia e ci andiamo regolarmente, ma vogliamo anche visitare altri posti.

 

 

2. E’ un sito basato sullo scambio, prima di tutto. Altri sono pi dedicati agli affitti.

La prima volta ci siamo abbonati per un anno, per provare. Abbiamo appena rinnovato per altri tre anni.

Le altre qualità che abbiamo scoperto da quando siamo soci:

3. la grande semplicità d’uso. E’ facilissimo caricare e modificare il proprio profilo, le proprie foto... Il funzionamento del sistema per inviare e ricevere le proposte di scambio è anch’esso di una grande semplicità. Non bisogna essere esperti di computer per capire, ci si può concentrare sui nostri progetti di viaggio e gli scambi tra i membri.

 

4. la grande qualità delle offerte, così come la qualità delle persone e quella degli scambi. Abbiamo ricevuto molte proposte da tutto il mondo e gli scambi di email sono sempre molto cordiali, nonostante qualche abbiamo dovuto rifiutare lo scambio. Si ha veramente l’impressione di far parte di un solo villaggio planetario. Un elemento importante per consolidare la fiducia necessaria ad uno scambio di casa.

 

5. La relazione con le persone di HomeExchange è efficace ed informale: anche questo è un tassello di fiducia.

 

In conclusione, il nostro unico rimpianto è quello di non aver conosciuto questo sito prima.

 

Robert, Montreal,

 

 

 

 

" La famiglia Cowley , in Inghilterra, ha avuto una fantastica prima esperienza di scambio di casa con una famiglia del New England questa estate!"
Lesley Cowley: Wiltshire,

"Questo anno abbiamo girato tre mesi visitando il Messico, Los Angeles, Annapolis, Londra, Cornovaglia, Svizzera e Honolulu. Giusto per darvi un esempio. E tutto organizzato grazie ad HomeExchange!"
Richard Amery, Auckland,

 

Sylvie vive in una casa in Provenza. Ha terminato il suo primo scambio l’estate scorsa. Tra l’apprensione della partenza e la soddisfazione del ritorno, è un buon esempio di quello che vivono i nostri soci:

Primo scambio, un po’ di apprensione al momento di ricevere la persona all’aeroporto. Impossibile tornare indietro, domattina mio figlio ed io voliamo a New York. La persona in questione è un americano che ha fatto diverse esperienze di scambi di case. E’ già stato a Parigi e in Italia grazie a HomeExchange.

 

 

Davanti ad una ricca colazione gli passo i nomi e i numeri degli amici da contattare in caso d’urgenza, gli giro anche delle informazioni sulla regione e un riassunto delle operazioni essenziali da sapere per il buon funzionamento di casa mia.

Arrivati a New York, troviamo l'appartamento uguale alla descrizione fatta dal suo proprietario. Siamo in un quartiere strategico. Abbiamo passato tre settimane fantastiche. Al mio ritorno una bottiglia di champagne ci aspettava nel frigo e delle rose erano state disposte nei vasi. Vi lascio liberi di giudicare. Personalmente casa mia è di nuovo in offerta.

"Il vostro sito, HomeExchange, mi ha cambiato la vita. Grazie !"
David Hochman: Santa Monica, CA, USA

"Penso che vi faccia piacere sapere che da quando mi sono associate ho avuto più di 30 offerte di scambio, e anzi siamo stati presentati ad una simpatico famiglia di Vancouver. Questo per confrontarlo con le 0 offerte ricevute dopo essermi abbonato ad un altro sito di scambi di casa con un nome simile al vostro. Voi fate il lavoro come si deve, ragazzi! "
Rob and Jenny Waller: Worcestershire, England

 

 

Stéphane vive in una villa a Berna, in Svizzera. E’ semplicemente entusiasta: Ci offrite una tale magnifica opportunità.. quale concetto straordinario… avete veramente cambiato la nostra vita (della mia famiglia e quella di mia madre) e noi vi ringraziamo mille volte!!! Allora se io posso esservi utile in qualche modo, non esitate, il vostro successo è il nostro!

 

 



 
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